La Gestalt

una visione creativa

esperienza e trasformazione

Cos'è la Gestalt? Bhè, difficile a spiegarlo in poche righe. La Gestalt è un approccio psicoterapeutico non riducibile ad un mero processo di spiegazione e comprensione. Si può dire che Gestalt fa maggiormente rima con “esperienza” piuttosto che con “conoscenza”. E che cos'è l'esperienza? L'esperienza è data dall'insieme di quello che sentiamo, pensiamo e facciamo.

La psicoterapia della Gestalt pone attenzione alle esperienze vissute dal cliente nel qui ed ora della seduta. L'interesse della Gestalt nei confronti dell'esperienza è data da una visione esistenzialista e fenomenologica per cui l'esistenza non è una domanda a cui dare una risposta, bensì un'esperienza da fare. Detto in modo più diretto, non è importante quello che ci accade, ma cosa ci facciamo con quello che accade.

Inoltre in Gestalt si evidenzia l'importanza dell'intenzione nel rapporto con il mondo, dunque anche con il terapeuta. In seduta ciò che si crea tra terapeuta e cliente è un incontro tra esistenze; un incontro che tende alla trasformazione nella direzione di un miglioramento della propria qualità di vita.

“La libertà di una persona è quella di fare qualcosa di valore di ciò che le capita per destino”
Paolo Quattrini

un incontro, una danza, un'altra direzione

La psicoterapia della Gestalt ha come obiettivo aiutare la persona a migliorare la propria qualità di vita. Ma come fa? Per riassumere si potrebbe dire che il processo passa per 3 punti cardine.

Il primo punto è quello dell'incontro. L'incontro con l'altro e con sé stesso assume il significato di base, di partenza per ipotizzare il viaggio alla scoperta di sé. E' una fase delicata per entrambi gli interlocutori, una fase che comporta coraggio e curiosità, accoglienza e fiducia.

Il secondo punto consiste nella danza. Quando ci si inizia a fidare di ciò che si sente è possibile iniziare a danzare insieme. Durante il ballo i ballerini si appoggiano l'uno all'altro e si sostengono vicendevolmente. E' una fase importante caratterizzata da ricerca del sostegno e responsabilità. Insieme i danzatori scelgono una direzione e decidono di intraprenderla a scapito di altri percorsi possibili. In altre parole questa fase inizia quando le persone decidono cosa vogliono.

Infine c'è la fase della chiusura. Arrivati a questo punto la persona può decidere di danzare ancora con l'altro o continuare il viaggio da solo, passando dall'etero-sostegno all'auto-sostegno. Lasciando il compagno di danza e godendo di quello che è stato, sceglierà una direzione voluta; portando con sé non tanto la sicurezza di non cadere, quanto la possibilità di rialzarsi una volta caduti. Continuando così la propria esistenza tesi verso l'orizzonte, come un bambino in equilibrio su una staccionata.

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